Sono scesa a piedi scalzi Nel giardino delle rose Mentre i lampioni Si spegnevano con l’ultima goccia di petrolio.
Ero appena arrivata E la luna Si accese per guardare “Michelangelo” Che scolpiva il suo David…
Sono finita nel giardino sottostante Dove il profumo di Iris Dominava la piazza..
Era tutto plateale L’argenteo che sfilava Come nastrini sul cuore..
Poi dipingevo una cupola E mostravo le stelle Ad un ombra che restava sovrana, Di nuovo una copia di David.. Mi balzava davanti imponente Come se ritornasse a parlarmi Del suo sole splendente Che aveva nell’anima..
Ho atteso pochi attimi E i miei occhi fissavano Un uomo che nasceva da un giglio
Mi portava nel regno degli Dei E degli Eroi.. ma noi non siamo la Storia E restiamo qui a contemplare L’ardore di un amore Nato per caso violento e tenero Che ci lascia senza respiro E raccontiamo così che anche da lontano Un amore resta speciale!
3 commenti:
Come un fulmine a ciel sereno
L’Estate è arrivata
E il sole sulla soglia
Già disperde i tuoi profumi.
Odori di essenze
Bruciano i rovi seppelliti
E la tua voce disegna l’Infinito.
Le case sono ferme
E il mare batte impertinente
Sulla spiaggia già disegna la tua vita.
Il suono dei tamburi
Mi manda un segnale
E ridono le penne sul viso di un indiano..
Mi chiedo in quale cuore
Io disegno il cerchio dell’amore!
Mi parlano le palme
E il vento mi solletica la pelle
Questa brezza di passione
Che rimane e non vuole andare via.
Come un fulmine a ciel sereno
L’Estate è arrivata
E il sole sulla soglia
Già disperde i tuoi profumi.
Odori di essenze
Bruciano i rovi seppelliti
E la tua voce disegna l’Infinito.
Le case sono ferme
E il mare batte impertinente
Sulla spiaggia già disegna la tua vita.
Il suono dei tamburi
Mi manda un segnale
E ridono le penne sul viso di un indiano..
Mi chiedo in quale cuore
Io disegno il cerchio dell’amore!
Mi parlano le palme
E il vento mi solletica la pelle
Questa brezza di passione
Che rimane e non vuole andare via.
Il giardino delle rose
Sono scesa a piedi scalzi
Nel giardino delle rose
Mentre i lampioni
Si spegnevano con l’ultima goccia di petrolio.
Ero appena arrivata
E la luna
Si accese per guardare
“Michelangelo”
Che scolpiva il suo David…
Sono finita nel giardino sottostante
Dove il profumo di Iris
Dominava la piazza..
Era tutto plateale
L’argenteo che sfilava
Come nastrini sul cuore..
Poi dipingevo una cupola
E mostravo le stelle
Ad un ombra che restava sovrana,
Di nuovo una copia di David..
Mi balzava davanti imponente
Come se ritornasse a parlarmi
Del suo sole splendente
Che aveva nell’anima..
Ho atteso pochi attimi
E i miei occhi fissavano
Un uomo che nasceva da un giglio
Mi portava nel regno degli Dei
E degli Eroi.. ma noi non siamo la Storia
E restiamo qui a contemplare
L’ardore di un amore
Nato per caso violento e tenero
Che ci lascia senza respiro
E raccontiamo così che anche da lontano
Un amore resta speciale!
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